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Perchè la protezione del dato costruisce un certezza.

Partendo da questo nostro motto si evince l'importanza dell'adeguamento privacy per le attività in qualsiasi forma che trattano dati personali. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati 2016/679, meglio noto con l'acronimo di  GDPR, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea L. 119 il 4 maggio 2016, rappresenta il primo intervento normativo uniforme per tutti i paesi aderenti all'UE.

La scelta del legislatore europeo, dovuta alla sempre più crescente rapida circolazione dei dati attraverso l'evoluzione digitale in supporto alle attività lavorative di qualsiasi genere, ha indotto ad intervenire l'UE attraverso il Regolamento per fornire protezione e a dare al dato personale una chiara connotazione di valore.

Non un semplice adempimento ma un valore aggiunto.

In un mondo ove la diffusione di strumenti telematici e digitali, e con l'avvento dei social network e la conseguente velocità di condivisione dei dati tra strutture sia pubbliche che private nonché gli Stati ed i continenti, conferisce il dato personale una connotazione di valore che deve essere tutelata. Non a caso la possibilità di poter profilare i dati personali il legislatore ha previsto che debba essere richiesto il consenso da parte di chi li conferisce.

 

Dalla esperienza sin qui maturata da Equipeprivacy è emerso che l'adeguamento al GDPR (cosiddetta compliance privacy), è spesso recepito da imprese, associazioni, liberi professionisti e perfino le compagini condominiali come l'ennesimo mero adempimento imposto dal legislatore sia esso italiano sia esso europeo. Niente di più sbagliato. L'adeguamento e la garanzia di poter fornire ai propri clienti una adeguata protezione dei dati personali da un lato e una trasparenza della finalità del trattamento degli stessi dall'altro rappresenta, nel mondo di oggi, un valore aggiunto ed è sinonimo di cura e attenzione del cliente.

Non a caso negli ultimi due anni e mezzo si è registrato un incremento superiore al 6% dopo il balzo avvenuto nel biennio 2017-2019 (+300%) circa gli investimenti da parte delle attività, in termini di adeguamento della sicurezza tecnologica e sensibilizzazione dei dipendenti alla questione. 

 

https://twitter.com/equipeprivacy/status/1454100756559245317?s=20

Il valore dei dati personali. La moneta del futuro?

Seppur il dato personale del singolo può apparire di valore verosimilmente esiguo, lo stesso dato in altro contesto di trattamento ed inserito in una banca dati composta da migliaia di profili, assume una rilevanza sostanziale nella sua interezza ben differente. Per questa ragione i grandi gestori cosiddetti big data offorno spesso servizi gratuiti in varie forme in cambio di dati personali di profilazione utenti, così da poter consenitire vari utilizzi ed eventuale cessione ad alri per le piu svariate finlità.


Per questa ragione sono sempre più frequenti gli interventi del Garante Privacy Italiano che danno luogo a sanzioni ed altrettanto frequenti sono gli avvertimenti agli utenti finalizzati alla sensibilizzazione del conferimento dei dati personali, spesso poco trasparente e/o dalle finalità di utlizzo non meglio precisate e di cessione degli stessi ad altri gestori spesso collocati anche in paesi extra UE.

Tanto è il valore intrinseco al dato personale, quanto lo è stata la necessità di poterlo in qualche modo quantificare e trasformarlo in moneta e poter quindi essere utlizzati per acquistare, per ora, contenuti e servizi digitali. Il 29 ottobre 2021 infatti il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che attua la direttiva UE 2019/770, sui contratti di fornitura di contenuti digitali e di servizi digitali. Il dlgs, nel recepire la direttiva, codifica quello che già avviene tutti i giorni in internet, e cioè lo scambio di beni (digitali) contro dati personali.

https://twitter.com/equipeprivacy/status/1454472421453570054?s=20

Ultimo aggiornamento ottobre 2021